Come scrivere una poesia di Sinterklaas per il Babbo Natale segreto
La tradizione olandese della poesia in rima sul regalo, dove prendere gli spunti e come legare i versi al pacchetto del Babbo Natale segreto.
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Nei Paesi Bassi il regalo di Sinterklaas, la sera del 5 dicembre, arriva sempre con un foglio piegato sopra: una poesia in rima, scritta come se l'avesse composta il Santo in persona, che prende in giro con affetto le abitudini di chi la riceve. Quando i colleghi olandesi fanno il loro Babbo Natale segreto, la tradizione è così radicata che il regalo senza poesia sembra arrivato a metà. Chi non ne ha mai scritta una pensa che serva talento. Bastano mezz'ora e un po' di cattiveria buona.
Come funziona la tradizione
La poesia parla con la voce di Sinterklaas, che ha osservato il destinatario per tutto l'anno e ha qualcosa da dire su quello che ha visto. Il tono è scherzoso, mai cattivo. I versi sono in rima baciata (AABB), il lessico è quello di tutti i giorni e la metrica è approssimativa per definizione, perché nessuno in Olanda conta le sillabe.
Una poesia sopra il pacchetto cambia il momento della consegna. Il regalo dice cosa hai comprato; la poesia dice che hai guardato la persona.
Da dove prendere gli spunti
Prima di scrivere un verso, pensa alla persona, alle sue abitudini e ai piccoli disastri recenti per cui tutti in ufficio la riconoscono. È sempre in ritardo di sette minuti, ordina un cappuccino con latte d'avena senza schiuma e tiepido, sta rivedendo la stessa serie per la quarta volta. Gli spunti migliori arrivano da qui:
- Le abitudini in ufficio (la tazza mai lavata, le call fatte dalla macchina)
- Gli hobby di cui parla troppo
- L'ultima vacanza e cosa è andato storto
- Il rapporto con la tecnologia, tipo il telefono che ha sempre il 3 per cento di batteria
- Il pranzo, sempre lo stesso, o il famoso tentativo di fare il pane in casa
Resta sulla presa in giro leggera, quella che nasce dall'affetto. Se non lo diresti alla persona in faccia sorridendo, non va nella poesia.
Come costruire i versi
Apri con Sinterklaas che si presenta e dice di aver tenuto d'occhio il destinatario. Poi due o tre coppie di versi, ciascuna su un'abitudine diversa. Chiudi spiegando perché il Santo ha scelto proprio quel regalo. Un esempio per una collega che ammazza le piante:
Cara Giulia, ti ho osservata tutto l'anno, e le tue piante, poverine, che fine fanno? Ne compri una al mese e la piazzi sul balcone, e in due settimane diventa un cespuglio marrone. Ecco perché sotto l'albero trovi un cactus robusto: non chiede acqua né cure, e per te è quello giusto.
Tieni i versi più o meno della stessa lunghezza, così il ritmo regge, e leggi tutto ad alta voce mentre scrivi. Se un verso ti fa inciampare, cambialo. Non deve essere un capolavoro, e le rime forzate fanno parte del gioco: "balcone" con "marrone" va benissimo, "cuore" con "amore" un po' meno.
Dove l'umorismo funziona e dove no
Le poesie che riescono meglio trovano il ridicolo nelle abitudini quotidiane, quelle per cui la persona ride di sé stessa invece di irrigidirsi. L'autoironia aiuta, soprattutto se condividi il difetto per cui la stai punzecchiando.
Stai lontano dall'aspetto fisico, dalle relazioni e da qualsiasi cosa tocchi una difficoltà vera. La collezione di trenta tazze, l'incapacità di tenere in vita un basilico, l'ordine del pranzo prevedibile al minuto sono terreno più sicuro e più divertente. Una battuta interna che solo il vostro gruppo capisce rende la poesia ancora migliore, purché resti affettuosa.
Legare la poesia al regalo
Gli ultimi versi svelano perché Sinterklaas ha scelto proprio quel pacchetto, così battuta e regalo arrivano insieme. Se la poesia parla della sua dipendenza dal caffè, il regalo è un sacchetto di chicchi buoni o una tazza termica, e i versi lo dicono senza giri di parole.
Funziona molto meglio se sai già cosa stai comprando prima di scrivere. Se il gruppo ha deciso di far creare una lista dei desideri a ciascun partecipante, scegli prima il regalo dalla lista e poi scrivi i versi attorno a quello. Chi scrive la poesia e poi cerca un regalo che ci stia dentro finisce quasi sempre con un cactus.
Puoi organizzare un Babbo Natale segreto con il sorteggio via email e un budget fisso, e chiedere a tutti di allegare una poesia al pacchetto. Il regalo da 20 euro viene dimenticato entro febbraio; la poesia resta appesa accanto al monitor per un anno.



